Il Wildbacher oggi è il vino che contraddistingue la Tenuta Col Sandago.
Nelle colline di Collalto ha saputo non solo adattarsi, ha anche espresso livelli di gusto e qualità mai raggiunti prima.
Col Sandago è oggi la culla riconosciuta di questa vite raminga e del suo prezioso vino il Wildbacher trevigiano, la cui coltivazione è stata autorizzata dalla CEE.
Il Wildbacher è ora iscritto nel Catalogo Nazionale delle Varietà di Viti (D.M. 1/10/1980) ed incluso tra i vitigni "autorizzati" dalla provincia di Treviso.
Due ettari e mezzo di vigna, magnificamente esposta, impiantata a 6.000 ceppi per ettaro nei nuovi impianti, 3.500 nei vecchi, dove gli agronomi limitano la produzione d'uva a 65 quintali per ettaro che, trasformata in vino, rende al massimo 45 ettolitri, a tutto vantaggio di una qualità eccellente.
Il Wildbacher è un vino raro: la resa delle sue uve è molto bassa, appena un terzo rispetto ad un normale ceppo bordolese.
Il grappolo è piccolo e molto compatto, formato da minuti acini rotondi di colore blu-nero, più ricchi di vinaccioli che di polpa.
È senza alcun dubbio uno di quei vini che si produce per passione... ripaga solo in qualità, mai in quantità.
La vendemmia è effettuata a mano, in autunno inoltrato, dopo aver atteso il giusto punto di maturazione.
Il Wildbacher non è un vino da bersi giovane.
Necessita di tempo e di legno.
Devono trascorrere almeno 3 anni dalla vendemmia per apprezzarne i benefici che lo scorrere dei mesi offrono a questo nobile vino i cui aromi e il cui gusto si perfezionano nel tempo.
Ma il tempo, pur essendo un elemento di primaria importanza, da solo non basta.
Il Wildbacher ha bisogno di maturare nel rovere.
Vasi vinari da 550 litri sono stati creati appositamente per non sconvolgerne l'armonia ed offuscarne i profumi.
Il giusto contatto con le essenze lignee fa sì che il profumo di vaniglia non predomini nella complessa tessitura dei suoi aromi.
E solo dopo altri 12 mesi di affinamento in bottiglia il Wildbacher potrà finalmente lasciare la cantina per offrirsi con i suoi profumi e i suoi sapori, a tutti coloro che desiderano farsi abbracciare dall'esclusivo rosso dei vigneti della Tenuta Col Sandago. Luigi Veronelli , una delle figure centrali nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio tipico eno - gastronomico italiano, scrive nel 1991 direttamente al Signor Zanett di seguito riportiamo alcuni stralci di quella lettera.
"...Avessi io la proprietà di quel vero e proprio cuore viticolo c'ha nome Col Sandago, non avrei dubbio alcuno. Spianterei tutte, ma proprio tutte, le viti di prosecco, merlot, cabernet sauvignon, quant'altre e lascerei – per una sua mostruosa eccellenza – la vite del wildbacher. Di ciò – del possesso di questo cuore – Le confesso: ho per Lei massima invidia..." "...Il Wildbacher dà – a Col sandago ripeto e sottolineo – oltre che uve ottime, più che ottime, eccelsa, l'anima..."
"Il vitigno detto wildbacher è uno di quei pochi, pochissimi, nati in terre straniere ad aver trovato un luogo, così elettivo – Col Sandago – da non poterne uscire..."
Luigi Veronelli